Dalla gestione frammentata alla consapevolezza economica diffusa: l’esperienza di DEside nella gestione progetti con wethod

“Sono orgoglioso che DEside sia prima di tutto un posto dove si sta bene, non solo un’agenzia che lavora bene.”
Marco Saporiti, Founder & CEO di DEside
Website
Deside.it
Grandezza
15
Settore
Agenzia di Comunicazione
Location
Milano, IT
Funzionalità preferita

Crescere come agenzia non significa solo aumentare i clienti o allargare il team. Significa, prima o poi, fare i conti con una domanda scomoda (ma inevitabile): stiamo davvero controllando ciò che succede nei nostri progetti?

È da questa consapevolezza che parte il percorso di DEside, Communication House che lavora come partner strategico per grandi aziende, PMI e startup. Una realtà con un modello organizzativo flessibile, multidisciplinare e fortemente orientato alle persone, che crescendo ha sentito il bisogno di strutturarsi senza perdere la propria identità.

Una cultura forte, da rendere sostenibile nel tempo

DEside è composta ad oggi da 15 persone tra dipendenti e collaboratori, con competenze che spaziano dalla strategia alla creatività, dal digital marketing allo sviluppo. Un team giovane (età media 28 anni), distribuito, con un membro full remote in Brasile, regole di smart working flessibili e un’attenzione reale al benessere delle persone.

Non a caso, DEside è anche Società Benefit. L’obiettivo, fin dalla fondazione, non era solo produrre lavoro di qualità, ma costruire un ambiente di lavoro sano, avendo quindi un impatto anche a livello sociale e non solo economico.

“Sono orgoglioso che DEside sia prima di tutto un posto dove si sta bene, non solo un’agenzia che lavora bene.” — Marco Saporiti, Founder & CEO di DEside

Ma una cultura forte, per durare, ha bisogno di una struttura solida.

Il punto di partenza: troppi strumenti, poca visione d’insieme

Con l’aumento dei progetti e della complessità operativa, DEside si è trovata in una situazione comune a molte agenzie strutturate: il lavoro andava avanti, ma la gestione era sempre più frammentata.

Progetti su Asana, ore su Clockify, pianificazione su Notion. E poi il controllo economico, concentrato in una serie di fogli Excel gestiti esclusivamente da Marco. Ogni strumento faceva bene la sua parte, ma nessuno dialogava davvero con gli altri. Il risultato era un attrito costante: tempo speso a ricomporre informazioni, visibilità economica che arrivava in ritardo e decisioni prese quando il progetto era già in corso.

In questo contesto, preventivazione e rendicontazione restavano fortemente centralizzate su Marco, il CEO. Un modello che, con la crescita, iniziava a mostrare i suoi limiti: stime più esposte all’errore, poca condivisione del valore economico del lavoro e una consapevolezza che faticava a diffondersi nel team.

Da un lato, l’inefficienza: ore dedicate a tenere insieme dati dispersi.
Dall’altro, lo scollamento: chi lavorava sui progetti non aveva una reale visibilità sul valore del proprio tempo. Poteva capitare che un progetto stimato in cinque giorni venisse percepito come irrealistico da chi doveva realizzarlo, generando frustrazione o la necessità di “improvvisare”.

Il problema non era la qualità del lavoro. Era l’assenza di un sistema unico capace di tenere insieme persone, tempo e budget.

La scelta di wethod: un cambio di approccio prima che di strumento

Marco Saporiti, CEO di DEside, scopre wethod quasi per caso, attraverso un adv sui social che lo colpisce subito: un gestionale creato da un’agenzia di comunicazione, per agenzie di comunicazione.

Dopo aver testato diversi strumenti, wethod si distingue immediatamente. Non tanto per la quantità di funzionalità, quanto per l’approccio.

“La cosa che mi ha fatto fidare è stata il rapporto umano dietro il software. Non parlavo con un commerciale addestrato a vendere, ma con persone che stavano costruendo il prodotto e ne capivano le logiche da agenzia.” — Marco Saporiti, Founder & CEO di DEside

Ma il vero punto di svolta è stato la preventivazione basata sul tempo reale delle persone. Niente più stime astratte o fogli Excel sparsi: i budget vengono costruiti partendo dalle competenze, dalle giornate uomo e dal valore effettivo del team. Il preventivo passa così da mero esercizio teorico a fotografia realistica del progetto, diventando uno strumento di lavoro utile e condiviso, fin dall’inizio.

L’adozione di wethod: un cambiamento necessario (e culturale)

Marco descrive l’adozione di wethod come un vero cambio di mentalità. Non immediato, ma inevitabile. Nel tempo, la piattaforma è diventata il punto di riferimento per la gestione di progetti, persone e attività interne: non solo le commesse billable, ma anche i progetti interni vengono gestiti con lo stesso approccio.

Il cambiamento più profondo, però, non è stato tecnico. Chi lavora oggi sui progetti in DEside ha una visione chiara del perimetro in cui si muove: ore disponibili, budget e impatto delle scelte quotidiane. Il team partecipa attivamente alla stima delle ore, vede il valore economico del proprio tempo e comprende cosa significa vendere un servizio al prezzo giusto. Questo ha ridotto l’improvvisazione, reso più semplici le decisioni operative e tolto al micromanagement ogni motivo di esistere.

“Le persone hanno iniziato a capire cosa c’è dietro ai numeri. È stato un cambiamento enorme.”

Il valore del tempo, finalmente visibile

Uno dei benefici più tangibili di wethod riguarda il tempo speso in preventivazione.

“Abbiamo risparmiato circa il 40% del tempo nella fase di preventivo.”

Un risultato che non significa solo fare prima, ma lavorare meglio. Meno tempo speso a ricomporre dati, più spazio per la strategia, la relazione con il cliente e la qualità del lavoro. Anche il controllo economico è diventato più fluido: i numeri sono sempre aggiornati, accessibili e condivisi, limitando i passaggi intermedi.

Ancora più rilevante è la consapevolezza economica diffusa. Oggi il team conosce il costo del proprio tempo, l’impatto delle stime e la marginalità dei progetti. Allo stesso tempo ha piena visibilità sui costi esterni approvati, che vengono gestiti in autonomia, senza continui passaggi.

Un linguaggio condiviso, dentro e fuori i progetti

Wethod è diventato il punto di incontro tra operatività e strategia. Marco lo consulta quotidianamente per monitorare budget, Gantt, fatturazione e carichi di lavoro (People Allocation), evitando di assegnare task a chi è già saturo per le prossime tre settimane.

Ma l’impatto più curioso è quello culturale. Alcuni concetti introdotti da wethod sono entrati nel linguaggio quotidiano di DEside e vengono spesso usati anche in modo informale e scherzoso. “Allocare il tempo” è diventato un riferimento condiviso anche per le attività interne, segno di quanto la gestione del lavoro sia ormai basata su consapevolezza e priorità chiare.

I consigli di DEside: perché scegliere wethod

Oggi Marco si definisce senza esitazioni un vero e proprio testimonial di wethod. Non solo perché “funziona”, ma perché risponde a un problema concreto che molte società di servizi si trovano ad affrontare crescendo.

Secondo Marco, wethod è particolarmente adatto alle agenzie che vendono tempo e competenze, che vogliono finalmente capire se ogni progetto sta davvero in piedi e che non hanno ancora un controllo di gestione puntuale sul singolo lavoro. Realtà in cui il valore economico del tempo spesso resta implicito, anziché essere misurato e condiviso.

“wethod è un prodotto in continua evoluzione, che cresce insieme alle agenzie che lo usano ogni giorno. E questo, per me, è un grandissimo punto di forza.” — Marco Saporiti, Founder & CEO di DEside

In sintesi, per chi guida un’agenzia

La sfida
Crescere senza perdere controllo, lucidità e qualità del lavoro.

La scelta
Adottare uno strumento pensato per le agenzie, che parte dal tempo reale delle persone e rende visibile il valore del lavoro.

Il risultato
Meno caos operativo, più consapevolezza economica e un’organizzazione più sostenibile. Con circa il 40% di tempo risparmiato nella fase di preventivazione.

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